Il turismo post-Covid nelle zone di prossimità bergamasche: boom di affitti brevi e seconde case

Il turismo post-Covid nelle zone di prossimità bergamasche: boom di affitti brevi e seconde case

Il turismo post-Covid nelle zone di prossimità bergamasche: boom di affitti brevi e seconde case
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L’estate 2020 era vista a marzo come un periodo di buio totale per tutte le locazioni brevi, ma il turismo ad agosto inoltrato ha mostrato buoni segnali di ripresa, soprattutto grazie al cosiddetto “turismo di prossimità”.

 

La strana estate che stiamo vivendo sembra abbracciare sempre di più il concetto di turismo di prossimità, fatto di soggiorni e vacanze brevi che ruotano intorno a posti e luoghi nelle vicinanze tutti da scoprire. Un esempio positivo è senz’altro il caso delle valli bergamasche, che si candidano come meta preferita per le vacanze con questo tipo di necessità, con ottimi riscontri per il settore extra-alberghiero degli affitti brevi.

 

Nonostante l’incertezza fosse dietro l’angolo fino a pochi mesi fa, la ricettività pare viaggiare su due binari diversi: da una parte affitti brevi, seconde case e case vacanza prese letteralmente d’assalto (secondo le statistiche rigorosamente con giardino), dall’altro lato invece gli alberghi che stanno registrando affluenze tra le più basse di sempre.

 

Sicuramente è particolarmente sentita la mancanza dei turisti stranieri, che in tempi di normalità sono una importante fetta del turismo bergamasco, purtroppo uno tra i più colpiti dal coronavirus. I dati sono esaustivi: a giugno gli arrivi esteri su tutto il territorio della provincia sono stati 1038, quadruplicati rispetto a maggio che ne aveva registrati 258.

 

Questa estate sta vivendo quindi una buona ripresa dei flussi con un turismo di prossimità quasi totalmente italiano, in particolare lombardo, con la componente fondamentale legata al trekking e alle biciclette, quindi al turismo del movimento che sta recuperando terreno.

 

Buoni risultati quindi per il turismo di prossimità, che favorisce e dà largo spazio all’affitto breve di appartamenti che può andare senza troppe distinzioni da una sola settimana fino ad un mese intero. Viene naturale pensare che questa risposta delle valli bergamasche possa essere riproposta per tutto il settore italiano del turismo di prossimità, con una buona occasione per riprendere il terreno andato un po’ perso negli ultimi anni.

 

A rallentare è la ricettività alberghiera, con un tasso di occupazione che arriva soltanto al 25% delle potenzialità, specialmente in città.

 

Per la maggior parte dei bergamaschi in particolare, ma di tutti gli amanti del turismo di movimento, sarà quindi una estate all’insegna della scoperta del territorio italiano rimasto un po’ nascosto e che per questo ha mantenuto intatta la sua bellezza e il suo fascino naturale.

 

Nell’attesa che tutto torni alla normalità, il settore extra-alberghiero degli affitti brevi non si ferma e mette la firma su risultati che fanno ben sperare per il futuro.

 

 

 

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