Affitti Brevi e Turismo 2020: il 70,5% degli italiani ha scelto l’aria aperta

Affitti Brevi e Turismo 2020: il 70,5% degli italiani ha scelto l’aria aperta

Affitti Brevi e Turismo 2020: il 70,5% degli italiani ha scelto l’aria aperta
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Per gli italiani vacanze outdoor in crescita rispetto allo scorso anno. Il 70,5% nel 2020 ha scelto vacanze all’aria aperta: lo rivelano i dati Osservatorio del Turismo Outdoor di Human Company. Il report completo.

 

Il 70,5% degli italiani nel 2020 ha scelto le vacanze all’aria aperta, il 26,6% in più rispetto al 2019. Il tasso di occupazione delle strutture del turismo outdoor è di +6 punti percentuali rispetto all’offerta ricettiva italiana e l’indice di fiducia è di 85 punti su 100 nei servizi offerti dalle strutture del segmento. Sono i numeri chiave rilevati dalla quarta edizione dell’Osservatorio del Turismo Outdoor a firma Human Company.

 

Frutto di un’analisi di circa 2.000 strutture in Italia (18,5% villaggi e 81,5% campeggi) per un totale di oltre 130mila contenuti online (come recensioni, giudizi, commenti, punteggi) raccolti dal primo gennaio al 31 agosto 2020, il report traccia un bilancio del turismo open air nella prima stagione segnata dal coronavirus. Lo studio conferma la crescita registrata negli ultimi anni dal comparto dell’ospitalità all’aria aperta, nonostante le difficoltà del turismo in tempi di pandemia.

 

Questa estate, emerge dall’analisi, l’outdoor è riuscito a contenere le perdite registrando una flessione molto più contenuta, confermando che la domanda, prevalentemente domestica, ha una risposta decisamente migliore nell’outdoor rispetto ad altre tipologie di offerta ricettiva, come classici hotel, b&b, affitti brevi, agriturismo. Se il prezzo medio è in linea con il resto del ricettivo (125 euro a testa), nel caso dell’ospitalità all’aria aperta cresce il tasso di occupazione, superiore di 6 punti percentuali (19,8%).

 

Quanto alla provenienza degli ospiti risulta una completa trasformazione dei mercati di riferimento: mentre si assiste a una grande espansione del turismo domestico che passa da una quota del 43,9% nel 2019 al un più consistente 70,5% segnando così una crescita di 26,6 punti percentuali, i mercati esteri hanno tutti il segno negativo. Tra gli europei, solo svizzeri (-0,6%), olandesi (-1,2%) e tedeschi (-1,4%) indicano le flessioni più deboli. Le perdite maggiori arrivano in particolare da Francia (-2,6%) e Polonia (-2,5%).

 

Dalle tipologie di ospiti si evidenzia un incremento significativo della quota delle famiglie, che segnano +5,7 punti percentuali passando dal 61,7% al 67,4% mentre sono in decrescita tutte le altre: 20,6% coppie (-3,5%), 9,9% amici/gruppi (-1,4%), 1,6% singoli (-0,8%).

 

Per quanto riguarda il grado di soddisfazione da parte dei visitatori delle strutture outdoor, si è attestato su 83,9 punti su 100. In particolare grazie ai campeggi che registrano un grado di soddisfazione più elevato (84,2 punti) dei villaggi (82,8 punti).

 

Tra i temi più menzionati l’atmosfera, l’accoglienza, i servizi, la pulizia e la sicurezza. Tema quest’ultimo che ha rilevato un aumento significativo con conseguente risposta degli operatori che hanno messo in atto una serie di misure e protocolli a garanzia della salute e dell’igiene di spazi comuni e alloggi.

 

Lo studio ha consentito anche di confrontare gli andamenti delle singole realtà locali. Secondo i dati raccolti, le quote più rilevanti di contenuti si concentrano in Veneto (21,4%) e in Toscana (20,3%).

 

Alla Valle d’Aosta va il livello di gradimento più alto (89,5 punti), seguita da Trentino (88,7 punti) e Alto Adige (88 punti). La Basilicata è la regione a registrare la variazione più alta rispetto allo stesso periodo del 2019, portando l’indice di gradimento a 82 punti (+4,3%).

 

 

 

Fonte: Askanews